Monday, December 21, 2009
In trenta parole...
Vittime del clima (di Copenaghen)

di bessemer451
Almeno 30 persone rimaste uccise negli scontri tra pastori ed agricoltori nella regione del Nasarawa. La BBC denuncia: cambio climatico e desertificazione all'origine di dispute violente.
Sarebbero almeno 30 le persone decedute negli scontri tra pastori e agricoltori nello stato del Nasarawa, nel centro della Nigeria. Stando a quanto riportato dall'emittente televisiva britannica BBC, alcuni uomini armati si sarebbero spostati di casa in casa sparando sugli abitanti. Nella remota località di Udenin GIda fattorie e abitazioni sono state completamente distrutte. I giornalisti accorsi sul luogo del massacro hanno raccontato di aver contato circa 50 cadaveri, tra i quali donne e bambini. Al momento, dopo settimane di tensione fra i due gruppi, la polizia ha ripreso il controllo della zona. Secondo Udenin GIdala corrispondente della nota televisione britannica, questo tipo di guerre, innescate principalmente dalla lotta per il controllo della terra, sarebbero rese più frequenti a causa del cambio climatico. In base ad una stima prodotta da gruppi ecologisti, il deserto del Sahara avanza verso sud di circa 16 chilometri ogni anno, fenomeno che spingerebbe gruppi rivali rimasti senza terra a confrontarsi violentemente per l'accesso ai fondi.
Venti di guerra tra Venezuela e Colombia

di bessemer451
Sale la tensione tra Colombia e Venezuela. Caracas ordina l'abbattimento di velivoli spia in sorvolo sul territorio Venezuelano. Chavez: "evidenti preparativi nelle forze militari Colombiane"
Il presidente venezuelano, Hugo Chavez, ha annunciato domenica che i velivoli spia tele-guidati che violeranno lo spazio aereo del Paese saranno abbattuti. L'ordine è stato fatto pervenire all'Esercito dopo che un aereo statunitense senza equipaggio, proveniente dalla vicina Colombia, è penetrato in territorio venezuelano fino a sorvolare la località interna di Fuente Mara. Secondo Chavez, l'incursione aerea dimostrerebbe la volontà di Washington e Bogotà di attaccare il il Paese. "Le aggressioni contro il Venezuela sono in aumento ed i preparativi sono evidenti nelle forze militari Colombiane e nei movimenti nelle isole di Aruba e Curazao", ha dichiarato il Presidente. Chavez ha poi concluso bollando come "assolutamente falsa" l'ipotesi, avanzata da Bogotà, secondo la quale guerriglieri delle Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane e dell'Esercito di Liberazione Nazionale troverebbero asilo in Venezuela. Secondo Caracas, l'accusa di offrire riparo a Farc e Eln non sarebbe altro che parte di una campagna mediatica orchestrata per giustificare un'ipotetica aggressione contro il Venezuela.
In ottobre otto cittadini colombiani sono stati trovati morti in una località di confine Venzuelana. Secondo Bogotà, le vittime sarebbero state uccise da guerriglieri colombiani, rifugiati nel vicino Stato saraibico.
Cesar Perez Vivas, governatore dello stato di Tachira, luogo del massacro, ha testimoniato la presenza di colonne armate delle Farc sul territorio posto sotto la sua amministrazione. Stando a quanto affermato dal governatore, l'esercito Venezuelano tollererebbe apertamente la presenza di Farc e Eln sul territorio nazionale, con il pieno consenso del Governo Centrale. Perez Vivas ha inoltre sottolineato che nella regione di Tachira "ci sono gruppi armati di origine colombiana, provenienti dalla guerriglia, i quali senza nascondersi, alla luce del sole, percorrono le strade in gruppi di 80-100 persone, camminando in presenza dell'intera popolazione". Lo stesso governatore ha poi dichiarato di essere disposto ad indicare al proprio Presidente l'esatta ubicazione degli accampamenti dei rivoluzionari.
Caracas ha stigmatizzato il massacro come l'ennesimo episodio dell'annoso conflitto fra forze colombiane.
Sunday, December 20, 2009
Belgrado verso l'Unione Europea

Friday, December 18, 2009
Nessuna traccia di Federico Garcia Lorca

di bessemer451
Dopo due mesi di scavi si conclude senza risultati la ricerca delle spoglie di Garcia Lorca.
Dopo du mesi di scavi, 267,75 metri quadrati di terra setacciati, e 76 metri cubi di materiali di riporto spostati, nel parco di Alfacar non è stata rinvenuta traccia del corpo di Federico Garcia Lorca. La ricerca, che prese il via 2 novembre scorso, si è conclusa senza che gli archeologi incontrassero alcun tipo di resto umano.
L'annuncio ufficiale è arrivato oggi per bocca del Consigliere di Giustizia e Amministrazione Pubblica, Begoña Álvarez, che ha affermato che "né un solo osso, né una scheggia, un bossolo o indumenti" sono stati riportati alla luce.
Il consigliere di Giustizia ha spiegato che gli scavi sono stati realizzati intorno alla pietra dove il georadar aveva individuato sei possibili fosse, in base anche alle testimonianze storiche apportate dall'Associazione Granadina per il recupero della Memoria Storica.
Il Parco Federico Garcia Lorca di Alfacar, è da anni luogo di celebrazione dell'anniversario della morte del poeta. Ad ogni ricorrenza, il 18 di agosto, centinaia di persone affollano quello che fino ad oggi è stato ritenuto dimora delle spoglie del letterato di Granada. Secondo Alvarez, il sito "continuerà a rappresentare un mito, perché lì morirono molte persone. D'ora in avanti proveremo ad associarlo all'arte e all'avanguardia, a cambiare l'immagine che ha avuto fino ad oggi , come qualcosa legato ad un passato oscuro".
Thursday, December 17, 2009
Preoccupazione per preti pedofili, speranza per Milingo.

Il vaticano accetta le dimissioni di Donald Brendan Murray, ex vescovo, reo di aver coperto le molestie sessuali perpetrate da sacerdoti su minori irlandesi. Sospeso anche Milingo per aver nominato vescovi senza autorizzazione.
Donald Brendan Murray si dimette dal proprio incarico di vescovo; Emmanuel Milingo viene obbligato ad abbandonare lo stato clericale.
Nello spazio di una sola giornata il Vaticano cerca di riparare a due scandali diversi ma egualmente minacciosi: quello degli abusi sessuali su minori, in Irlanda; e quello dell'ennesima ribellione dell'emerito vescovo africano.
Oggi, il Papa Benedetto XVI ha accettato la rinuncia al vescovato di Murray, reo-confesso di aver occultato le denunce di abusi sessuali su minori quando era Vescovo ausiliario di Dublino. Le dimissioni sono state accettata in conformità con il Codice di Diritto Canonico, nel quale è preventivata la rinuncia dell'incarico. Due settimane fa il Governo Irlandese ha pubblicato un rapporto nel quale veniva denunciata la passività degli alti ranghi della chiesa cattolica e dello Stato, incapaci di intervenire nella questione degli abusi perpetrati da sacerdoti della diocesi di Dublino. Il documento, in particolare, criticava pesantemente Murray per il modo in cui ha gestito le accuse di pedofilia che gravavano su alcuni ecclesiastici della propria diocesi. "Ho sentito - ha dichiarato il vescovo nel presentare le proprie dimissioni- le opinioni di molti sopravvissuti, soprattutto nei giorni successivi alla pubblicazione del Rapporto Murphy... So bene che le mie dimissioni non possono annullare il dolore che le vittime di abuso hanno sofferto in passato e continuano a soffrire ogni giorno. Chiedo umilmente scusa ancora una volta a tutti coloro che sono stati abusati quando erano bambini piccoli. A tutti ripeto che la mia principale preoccupazione è quella di aiutare in ogni modo possibile, il loro cammino verso la sperata serenità". Nei giorni scorsi Benedetto XVI si era detto "profondamente preoccupato e angustiato" per quanto accaduto in Irlanda, promettendo tolleranza zero per i pedofili.
Di tutt'altra matrice, invece, è la decisione che ha portato alla presa di posizione del Vaticano nei confronti di Emmanuel Milingo. L'ex Vescovo di Lusaka,già scomunicato nel 2006, è stato dimesso dallo stato clericale. La sospensione ha fatto seguito alla nomina di alcuni vescovi senza l'autorizzazione del Papa. In una nota emessa oggi, il Vaticano sottolinea che nonostante la gravità dell'insubordinazione di Milingo "la Chiesa conserva ancora la speranza di un suo pentimento".
L'ex Vescovo è al suo secondo provvedimento di sospensione dallo stato clericale. Nel 2001, dopo aver rotto il voto di celibato, sposando la Coreana Maria Sung, e dopo aver condotto una lunga crociata contro il celibato ecclesiastico, diventa motivo di imbarazzo per la Chiesa di Roma. Cinque anni dopo, nel 2006, quando il suo appeal mediatico è ormai drasticamente ridotto, nomina a Washington cinque nuovi vescovi senza autorizzazione papale, guadagnandosi la scomunica -poi ritirata- e nuove ribalte in tutto il mondo.
Papa Benedetto XVI è preoccupato ed angustiato per le violenze sessuali sui minori irlandesi, al punto di accettare le dimissioni spontanee di uno dei responsabili dell'orrore: il Vescovo di Dublino. Papa Benedetto XVI è preoccupato per le conseguenze politiche che comporterebbe la perdita di controllo sulle nomine dei vescovi, tanto da provvedere alla sospensione -con riserva- del ribaldo Milingo.
Saturday, December 12, 2009
Indulgenza plenaria per i detenuti turkmeni pentiti.

Monday, November 30, 2009
Un'eredità contesa tra Catalogna e Spagna

Nuove divergenze tra Comunità Autonoma di Catalogna e governo centrale spagnolo. Dopo le tensioni dei giorni scorsi, dovute al ritardo del Tribunale Costituzionale nell'approvazione del nuovo Statuto regionale, a tenere banco,oggi, è stata la questione dell'archivio Centelles, oggetto di una contesa tra Generalitat e Ministero della Cultura. (fotografia di Augusti' Centelles; Barcellona, Carrer de la Diputacio, 1936)
Per l'eredità fotografica di Centelles, da molti considerato il Capa spagnolo, il governo catalano aveva offerto ai discendenti la somma 500.000 euro, più il ricavato degli ingressi di eventuali mostre allestite tra il 2009 ed il 2015. Inoltre il Dipartimento della Cultura e dei Mezzi di Comunicazione regionale avrebbe assicurato la conservazione della documentazione nell'archivio Nazionale di Catalogna, impegnandosi a promuovere un premio giornalistico intitolato ad Augusti' Centelles. Proposta insufficiente. In ottobre, a tre mesi dall'avvio della trattativa, i fratelli Centelles, figli ed eredi del fotografo Valenciano, fanno sapere ai catalani di non essere soddisfatti dell'offerta e di essere in contatto con un'altro ente interessato all'acquisto. Che si parli di vendere la memoria della propria famiglia o il passato di un'intera nazione, l' unica legge valida è sempre quella del denaro. I Centelles non fanno eccezione alla regola ed accettano, a buon diritto, l'offerta dell'ente concorrente della Generalitat. Transazione assolutamente nella norma se non per un particolare: il concorrente subentrato nelle trattative altri non era che il Governo di Madrid.
Il Ministero della cultura spagnolo si è accaparrato l'opera di Centelles gettando sul piatto 200.000 euro in più del concorrente catalano. "Non è possibile che offriamo 500.000 euro e poi un'altra amministrazione pubblica aumenti l'offerta di altri 200.000, come se fossimo due case d'asta private; stiamo gestendo il denaro pubblico" - ha prontamente dichiarato il consigliere per la Cultura ed i Mezzi di Comunicazione della Generalitat, Joan Manuel Tresserras . Il consigliere ha discusso telefonicamente con il ministro della Cultura, Angeles Gonzalez-Sinde, con cui ha preso accordi per studiare "possibili vie di risoluzione" della controversia. Secondo fonti impegnate nella negoziazione, il ministero avrebbe deciso di comprare l'archivio il 23 ottobre, formalizzando l'acquisto solo giovedì scorso. Il 29 di Ottobre, sei giorni dopo l'acquisizione da parte del Governo centrale, la Generalitat avrebbe sollecitato un'ultima richiesta economica da parte dei fratelli Centelles. Inoltre, con una lettera spedita dal Governo catalano in data 4 Novembre, gli eredi venivano avvisati dell' inserimento dell'archivio nelle liste del Patrimonio Culturale Catalano. Quest'ultima misura fu adottata a fronte della minaccia dei Centelles di vendere all'estero, o a Salamanca, il materiale fotografico. La legge del Patrimonio Culturale Catalano, infatti, vieta la vendita non autorizzata di documenti ritenuti di importanza nazionale. Norma, questa, evidentemente ignorata dai Conselles.
Il ministro della cultura Gonzalez-Sinde, ha fatto sapere, in una dichiarazione resa ai giornali, di aver parlato oggi con il consigliere Tresserras con l'intento di chiarire la situazione. Secondo quanto riportato, il ministro avrebbe insistito sul fatto che i discendenti di Augusti' Centelles avrebbero espressamente ceduto l'eredità del padre affinché venisse esposta nel Centro Documentale per la Memoria Storica di Salamanca, e non altrove. "E' importante tener presente che i l destino dell'Archivio di Centelles è quello di essere conservato in un centro nazionale, disponibile per tutti i cittadini, quelli Catalani e quelli del resto di Spagna", ha aggiunto Gonzale-Sinde.
Gli eredi, a transazione già ultimata, continuano a preferire Salamanca come ultima destinazione delle foto del padre fotografo. I due fratelli Cenelles hanno già inviato una lettera al Ministro della Cultura, chiedendo che non vengano in alcun modo prese in considerazione le pressioni della Generalitat. Nella lettera è fatta anche esplicita richiesta che i documenti permangano esclusivamente nel Centro per la Memoria Storica di Salamanca, in caso contrario i discendenti si dichiarano pronti a rompere il contratto. Nei giorni scorsi i Cenelles erano apparsi sulla rete televisiva nazionale Catalana, Tv3, affermando che avrebbero preferito bruciare l'archivio piuttosto che darlo al "nemico", per poi sottolineare che "la Generalitat non è stata amica".
In realtà la questione della documentazione Catalana è una vecchia piaga nel tessuto della storia spagnola. L'importanza dell'apparato documentale di una nazione, tanto per la buona gestione del presente quanto per la memoria storica, è indiscutibile sotto ogni punto di vista. Una delle leggi fondamentali in archivistica è la norma che determina il luogo di conservazione di un documento in base alla sua provenienza fisico-geografica. Gli archivisti spagnoli la chiamano "ley de procedencia" e stabilisce che: un documento prodotto, ad esempio, dall'Università di Lerida e destinato alla conservazione perché ritenuto di interesse patrimoniale, debba necessariamente essere conservato per lo meno in Catalogna. Quando le truppe rivoluzionarie di Franco entrarono a Barcellona, nel 1939, si preoccuparono immediatamente di spogliare la città (ed in seguito la regione) di tutta la documentazione ritenuta utile. La grande quantità di informazioni contenuta nella documentazione saccheggiata in Catalogna fornì ai franchisti una base di materiale da utilizzare per organizzare la repressione. Morto Franco e dissoltosi il regime, la documentazione catalana non fu mai restituita. Tutt'ora l'insieme documentale sottratto nel territorio della comunità autonoma di Catalogna giace nel monumentale Centro per la Memoria Storica, a Salamanca. Nonostante le continue richieste avanzate dalla Generalitat i vari governi che si sono susseguiti in Spagna hanno sempre rifiutato di restituire il maltolto, o nella migliore delle ipotesi, hanno procrastinato il momento della restituzione. Oggi, proprio mentre la documentazione catalana inizia lentamente ad essere restituita, l'incidente dell'archivio Centelles rinnova vecchi dissapori.
Thursday, November 26, 2009
Shining splende di nuovo

di bessemer451
In arrivo il seguito di Shining. Secondo quanto dichiarato dall'autore, Stephen King, il nuovo episodio si intitolerà Dr.Sleep.
Stephen King è a lavoro da questa estate su un nuovo libro. L'annuncio, arrivato per bocca dello stesso scrittore, suonerebbe familiare e scontato se non fosse che l'opera in cantiere è l'inaspettato seguito di Shinig.
Il nuovo episodio delle vicende di Danny Torrance arriva a trentadue anni dal primo e si intitolerà Dr.Sleep. King ha dichiarato di essere all'opera per realizzare una storia che possa funzionare ed essere all'altezza dell'originale. Il racconto avrà ancora come protagonista Danny, invecchiato fino ai 40 anni ed impiegato in una clinica per malati terminali a New York, dove impiega i suoi poteri per aiutare le persone in punto di morte. " Il primo romanzo non ci spiega cosa successe al giovane Danny e ai suoi poteri psichici", ha dichiarato l'autore in un intervista rilasciata insieme al regista David Cronenberg.
Quando fu pubblicato, nel 1977, Shining ottenne un ottimo risultato di pubblico. Solo tre anni dopo il regista Stanley Kubrick basò uno dei suoi più grandi capolavori sulle pagine di quel racconto. L'intervista rilasciata congiuntamente da King e Cronenberg richiama immediatamente alla memoria i fasti di quel fortunato sodalizio tra cinema e letteratura. Certo, il direttore canadese sarebbe un degno continuatore dell'opera di Kubrick ma questo, per ora, è solo uno splendido sogno.




